Pride
compilation: cosa, come e perché
La cosa più' interessante di questa
Pride compilation sulla presenza gay e lesbica
nella canzone italiana è che sia stata
fatta. Perché nel realizzarla abbiamo
scoperto che alcuni preconcetti e chiusure
del mondo musicale italiano iniziano a sparire.
Partiamo dall'aspetto più interessante:
in maggioranza i/le cantanti di questa compilation
non sono omosessuali. Eppure non abbiamo trovato
esitazioni da parte loro, né paure
per la loro “reputazione”, ma
solo preoccupazioni sulla bellezza della canzone
che proponevamo di cantare e della serietà
del progetto. Cioè un atteggiamento
assolutamente professionale. È stato
bello trovare un atteggiamento mentale così
aperto.
All'estero da anni la produzione musicale
tiene conto del fatto che nella società
esistono anche le persone omosessuali, e che
anche i loro sentimenti e le loro esperienze
hanno voglia di diventare canzoni. Con la
Pride compilation scommettiamo sul fatto che
anche il mercato italiano sia maturo per proporre,
come da anni all'estero, belle canzoni ben
cantate, che tutti possano godere anche se
parlano, fra le altre cose, anche di amori
gay.
La musica non ha sesso, o tendenza sessuale.
Non esistono note gay, o note eterosessuali.
Esiste solo la musica, che è per tutti.
Quindi, anche per le persone gay.
Ed esistono poi i testi, che possono raccontare
storie diverse, ma ricordando sempre che l'esperienza
dell'amore, della sofferenza, della morte,
della gioia, anziché dividere noi esseri
umani, ci rende tutti uguali.
E allora tiriamole fuori queste parole diverse,
senza vergognarci, senza continuare a trasformare
in Maria il nostro ragazzo Mario, o in Luca
la nostra ragazza Lucia. Come è stato
fatto fino ad oggi, da centinaia di cantanti.
Noi esseri umani proviamo tutti gli stessi
sentimenti, quale che sia la nostra tendenza.
Non esiste un amore gay e un amore etero.
Esiste l'amore. Che è di tutti, e per
tutti.
Giovanni
Dall’Orto
(estratto dal libretto del cd
- testo completo sul cd o sul mensile Pride
di giugno 05)